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Torre dell’Orso, frazione di Melendugno, è un paesino che sorge sulla costa adriatica, poco lontano da Otranto proseguendo verso nord. È situato a ridosso di una lunga spiaggia, circondata da una splendida e fitta pineta. Con le sue ampie insenature, anche questa frazione presenta una torre troncoconica cinquecentesca, in parte distrutta ma restaurata, che si affaccia sul mare dalla parte di costa più alta.

Torre dell’Orso fa parte delle marine del comune di Melendugno insieme a San FocaRoca VecchiaSant’Andrea e Torre Specchia.  Queste splendide marine hanno ottenuto le Bandiere Blu e le Cinque Vele di Legambiente per il particolare interesse alla sostenibilità ambientale unito alla salubrità delle acque del mare e del clima.
La baia di Torre dell’Orso è una delle località più fotografate del Salento. Con la bellezza delle sue spiagge color argento, il mare azzurro intenso che  contrasta con il paesaggio, Torre Dell’Orso resta una meta molto ambita da turisti provenienti dall’Italia e dal resto del mondo.

La spiaggia di sabbia si estende per circa 900 metri ed è delimitate da splendide dune e dalla pineta. Ai lati dell’insenatura lo spettacolare costone di roccia bianca alta e frastagliata, caratterizzata dalla presenza di grotte e ripari naturali, come la grotta di S. Cristoforo sulle cui pareti è possibile vedere graffiti preistorici.

A sud della baia di Torre dell’Orso, nei pressi della spiaggia, dai fondali azzurri emergono due faraglioni denominati  le Due Sorelle. Secondo la  leggenda, una volta gettatesi dalla rupe nel mare in tempesta, non riuscirono più ad emergere; gli dei impietositi regalarono loro l’eternità trasformandole in due grandi rocce molto simili tra loro, l’una di fronte all’altra, appunto due sorelle.

Tra la roccia calcarea si aprono numerose e piccole grotte, un tempo rifugio sia di anacoreti e di pescatori. Nelle vicinanze è presente anche la grotta di S. Cristoforo, di origine umana e realizzata presumibilmente alcuni secoli prima di Cristo. Si tratta di un luogo di grande importanza cultuale: qui antichissimi graffiti in greco e latino rivelano testimonianze di fede dei naviganti che si fermavano nel luogo. Tra questi anche la preghiera di un tal Felicior Hispanus che chiede alle divinità di far sì che il suo viaggio possa arrivare a buon compimento.

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